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  • Immagine del redattoreLisa Proietti

Come una "lumachella"..., esplorando Ocriculum AD 168.

Aggiornamento: 30 apr

Ieri sera, in quell'orario che precede il tramonto nella stagione primaverile, tra le 19:00 e le 20:00, ideale per chi, 'funambolo' come me, ama la fotografia, per catturare istantanei giochi di ombra e luce in siti a carattere unico, dopo aver riassaporato insieme a mio padre alcuni tra i più celebri versi del poeta romano Trilussa, ho scelto di visitare a braccetto con la sua poetica, tanto profonda quanto ironica: 'Ocriculum AD 168', il Parco Archeologico di Otricoli (provincia di Terni, Umbria).


Otricoli fu uno dei paesaggi ispiratori delle opere di Trilussa; tra quest'ultime, ha varato il mio viaggio la poesia 'La lumachella de la Vanagloria' alla quale sono particolarmente affezionata fin da bambina:

"La lumachella de la Vanagloria

ch'era strisciata sopra un obelisco,

guardò la bava e disse: Già capisco

che lascerò un'impronta ne la Storia."


E come una "lumachella"... esplorando 'Ocriculum AD 168', ho seguito le Tracce Storiche lungo il sentiero in un percorso individuale sia culturale che sensoriale tra verdi intensi e profumi di fiori ed erbe spontanei, riflettendo sull'importante geolocalizzazione e tenuta di questo luogo, un tempo, e sul suo posizionamento e veste, oggi; come spesso mi accade di notare, percorrendo "terre di confine", le "terre di mezzo" nel loro essere territori-cerniera tra paesaggi, ambienti e popoli diversi, possono esprimere tratti peculiari di immenso valore (tutt'altro e ben lontani dalla semplice sommatoria degli addendi!), se in presenza di una propedeutica attività di valorizzazione sistemica da parte dei loro custodi, i locali.


Sulla scorta di quanto avvenuto, ad esempio, a Roma, a partire da alcuni Canti de La Divina Commedia di Dante Alighieri o, a Recanati, a partire da alcuni Versi de L'Infinito di Giacomo Leopardi, non svelando tutti i dettagli di un'esperienza di viaggio - per tutelare quel personalissimo stupore primitivo che si prova durante LA prima visita - ma concentrandomi sull'evocazione di emozioni-guida e la condivisione di una selezione di scatti fotografici, ripercorro a ritroso la strada... e, in questo caso, raggiungo il borgo storico di Otricoli, precedentemente ammirato, dal basso, da Ocriculum; nel Borgo percepisco lo stesso "sentire" che nel Parco: un silenzio di voci umane a favore di un eco delle "Pietre" (questa volta degli edifici):


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