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Sant'Antonio abate, il 18 gennaio 2026, a Perugia, ha aperto un portale emozionale tra Passato e Presente.

  • Immagine del redattore: Lisa Proietti
    Lisa Proietti
  • 5 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 4 giorni fa

Domenica 18 gennaio 2026, Sant'Antonio abate ha aperto un portale emozionale tra Passato e Presente, parte di quelle componenti indelebili di racconti antichi che mi accompagnano a più voci, anno dopo anno, da quando ho memoria.


Nel Borgo di Sant'Antonio a Perugia, tra Porta Pesa e Corso Bersaglieri, lungo un'intima via che trama, come un docile corso d'acqua, il genuino spazio vitale, per la Ricorrenza tanto attesa, abitanti e non, senza fretta, hanno costeggiato..., a piedi, porte aperte rivelatrici di perle storiche e culturali, alcune delle quali misteriose o ignote ai più.


Nel segno della conservazione e del travaso dei Saperi, particolarmente caro a 'Emotion, Discovery, Universe. (EDU)', eclettiche attività a cavallo tra il sacro e il profano hanno scandito il tempo e riservate bancarelle artistico-artigianali hanno colorato l'Esperienza, impressa sensorialmente sui viandanti dai fazzoletti bianchi e dal 'Dolcepane', tradizione, quest'ultima, sorta come atto di carità, legata al miracolo del Santo.


Sant'Antonio abate (251-356) - precursore di San Francesco - nell'accezione popolare più nota, patrono degli animali funzionali alla sussistenza dell'Uomo, esemplifica un tratto medievale ricorrente in tale contesto, quello in cui un santo possa agire per ripristinare l'armonia del Creato alterata dai peccati umani, tra cui il mondo animale.


In un contesto tanto poliedrico quanto gentile, si sono svelate impronte lontane di usi e costumi, architetture sommerse nell'attuale sottosuolo, come stanze e strutture di vasche in pietra dedicate alla concia delle pelli in aree cittadine percorse, ancora oggi, da acque sotterranee pregne di un velo di mistero nel loro sparire e riapparire..., a detta della nostra guida; uno studio dedicato dell'Archivio di Stato di Perugia, da lei presentatoci in loco, ha reso così onore alla Piccola Storia silente che concorre alla Grande Storia attraverso un Nome, il nome di chi le abitò.


L'arrivo della nostra traversata... alla statua di un maiale in pietra, sulla colonna romana nella Piazzetta del Porcellino, sigilla il Ricordo attraverso gli echi degli animali domestici ivi presenti; "una volta...", come mi racconta mia zia Federica, oggi fiera 98enne, in questa Giornata venivano portati a benedire gli animali da lavoro (mucche, asini, cavalli...), poi, quelli da compagnia (cani, gatti, volatili...).


Mutano i tempi, mutano le espressioni, ma il suo "senso" profondo rimane immutato...: un legame inscindibile tra Uomo e Animale.



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